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Nasce il Centro internazionale per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari

Centro-internazionale-valorizzazione-prodotti-agroalimentariTra le regioni d’Italia più ricche di tradizioni enogastronomiche, la Toscana darà quest’anno i natali al primo Centro Internazionale per la Valorizzazione dei Prodotti Agroalimentari, rivolto appunto a valorizzare i prodotti alimentari locali e a salvaguardarne l’alta qualità.
Il centro, promosso dalla Regione Toscana, nascerà a Firenze e si collocherà nella cornice di un più ampio progetto di educazione alla buona alimentazione. L’organizzazione, che coinvolge enti pubblici e privati, si propone di sensibilizzare all’importanza della buona cucina e al rispetto delle diversità culturali e tradizionali del settore agroalimentare.
Non è un caso, come spiega l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori, che il Centro nasca proprio a Firenze. Tra gli strumenti per il raggiungimento dei propri obiettivi educativi, infatti, l’organizzazione conta proprio sulle eccellenze scientifiche e professionali presenti nella regione, rinomata per la ricchezza e per l’indiscussa qualità del suo patrimonio enogastronomico tradizionale. La Toscana, quindi, sembrerebbe adatta nel suo ruolo di traino del settore grazie al perfetto equilibrio tra antiche tradizioni, amore per il territorio e competenze all’avanguardia.

I propositi del Centro sono attualmente rivolti a sviluppare ogni genere di tematica legata all’ambito alimentare, dalla fase di produzione delle materie prime fino alla tavola del consumatore finale.
L’ente, che si collocherà in un suggestivo edificio storico della città, si propone di diventare un importante punto di riferimento per la formazione di nuovi operatori e figure professionali del settore, che metteranno le proprie competenze al servizio dei propri ruoli. Tra gli obiettivi già definiti, per esempio, quello di formare professionisti che lavorino nelle mense pubbliche -tra le quali quelle di ospedali, scuole ed enti locali- che facciano delle proprie conoscenze specifiche uno strumento di miglioramento della qualità del servizio.
Le tradizioni rurali più genuine in campo alimentare, quindi, troveranno un punto d’approdo nella realtà urbana attraverso questo importante progetto di valorizzazione, che non perde di vista l’impatto benefico sulla salute delle buone abitudini a tavola. Risulta chiaro che la portata di questo programma educativo promette di manifestare risultati positivi non solo dal punto di vista degli sbocchi occupazionali, ma anche e più direttamente sulla salute del pubblico.

Il progetto che accompagna la nascita del Centro e la definizione dei suoi obiettivi colloca l’ente in una posizione centrale, di coordinamento e di propulsione, delle attività dell’Expo che si terrà a Milano nel prossimo 2015, e che focalizzerà il proprio calendario di eventi proprio sulle tematiche legate all’alimentazione.
Il Centro Internazionale per la Valorizzazione dei Prodotti Agroalimentari assume la forma dell’associazione, per ora raccogliendo le adesioni di quanti -come le Università Toscane, la Confagricoltura e la Coldiretti- abbiano manifestato il proprio interesse ad aderire all’iniziativa. Alla redazione dello statuto e alla sottoscrizione dell’atto costitutivo dell’ente, che avverrà al più tardi durante il prossimo autunno, potrà seguire l’ammissione di nuovi soci interessati.
Come sostengono i promotori dell’iniziativa, ci si augura che il progetto rappresenti -attraverso il delicato canale dell’educazione- un importante sostegno per la preservazione di una delle più importanti e rinomate risorse del nostro territorio.

 

Articolo pubblicato da Giovanni Zappalà

Redazione ristorazioneinfranchising.it

Venerdì 17 gennaio 2014

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Franchising 2014 – previste 700 aperture con 4.200 posti di lavoro

Franchising 2014 previste 700 aperture con 4200 posti di lavoro

In un periodo di forte crisi per le aziende italiane i progetti di sviluppo degli associati Confimprese per il 2014 contengono pronostici di una complessiva tenuta.
Lo studio condotto dall’Osservatorio Confimprese ha registrato un’apertura di circa 700 punti vendita(tra affiliati e di proprietà) e un totale di circa 4200 nuovi posti di lavoro. Tutto questo in un periodo di crisi economica che vede tante aziende costrette a licenziare personale e a chiudere per fallimento.
Il presidente di Confimprese, Mario Resca, dichiara entusiasto che nonostante l’economia italiana sia ancora molto distante da quella tedesca e la propensione al consumo di molto bassa, il clima di aspettative e fiducia per il 2014 è notevolmente migliorato. Infatti dall’analisi dell’Osservatorio emerge che nonostante il momento drammatico che l’Italia sta vivendo, le imprese in franchising   stanno riuscendo a resistere sfruttando nel migliore dei modi la forza della catena di cui fanno parte.
In questo clima di ottimismo, gli associati Confimpresa apriranno nuovi punti vendita nel corso del 2014, ma, rispetto al passato, con una maggiore attenzione nella scelta dei luoghi e degli affiliati, che dovranno riuscire a garantire solvibilità e capacità di investimenti a lungo termine.
I vantaggi del Franchising sono proprio questi, nonostante i tempi di crisi, si riesce comunque ad avere un’ottima stabilità nei fatturati e un’elevata affluenza di potenziali acquirenti all’interno del punto vendita.
Uno dei settori più importanti è senza dubbio quello della ristorazione, che nonostante la crisi nazionale, continua le nuove aperture in tutto il territorio italiano. I programmi di sviluppo per il 2014 si mantengono stabili, partendo dal gruppo Cremonini, detentore del marchio “Roadhouse Grill”, che continua la sua espansione progettando l’apertura di venti nuovi punti vendita con l’assunzione di venti dipendenti per ognuno di essi, per un totale di 400 nuove assunzioni.
La Cremonini progetta anche di effettuare nuove aperture in collaborazione con altri marchi all’interno di spazi comuni.
In forte espansione anche “Burger King” che nel corso del 2014 aprirà trenta nuovi locali assumendo una ventina di dipendenti per ognuno.
Cresce anche la catena “Rosso Pomodoro” che aprirà 15 nuovi locali, quattro dei quali all’estero, a Londra e negli Stati Uniti, per un totale di 110 nuove assunzioni.
Altro gruppo in crescita è quello della Piadineria, che programma l’apertura di dieci nuovi punti vendita con centinaia di nuove assunzioni.
Inoltre all’orizzonte si profila la nascita di 50 nuovi supermercati a marchio Cook con quattro assunzioni per ognuno di essi.
I luoghi più ambiti nei quali aprire le nuove attività sono quelli che si trovano in prossimità della grande viabilità, ma le maggiori difficoltà continuano ad essere rappresentate dalla burocrazia. Infatti sono necessari diversi mesi per completare la trafila burocratica che permette di aprire un nuovo ristorante, un grosso problema per chi in tempi di crisi desidera investire capitali, contribuendo alla ripresa economica.

Articolo pubblicato da Giovanni Zappalà

Redazione ristorazioneinfranchising.it

Sabato 11 gennaio 2014

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