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Aprire un’attività, alternativa alla disoccupazione

Nell’attuale periodo storico, caratterizzato da disoccupazione diffusa e difficoltà crescenti nella ricerca di un lavoro, sia i giovani che fanno oggi il loro ingresso nel mondo lavorativo, sia i meno giovani che magari sono stati espulsi dal processo produttivo, si trovano di fronte alla difficoltà di riuscire ad inserirsi e trovare un’occupazione in linea con le proprie capacità e competenze.
In quest’ottica, aprire un’attività in proprio può certamente rappresentare una valida alternativa. In particolare per i giovani il settore franchising si dimostra allettante: circa il 29% dei franchisee in Italia è composto da ragazzi e ragazze tra i 25 e i 35 anni. Inoltre questo è ormai un settore sempre più al femminile, con un ampio 37% di negozi aperti da donne.

Per chi sogna di aprire un’attività in proprio, soprattutto nell’ambito della ristorazione, il modello in franchising potrebbe essere la soluzione migliore; questo tipo di attività è infatti negli ultimi tempi una scelta sempre più frequente per chi cerca un nuovo lavoro e vuole intraprendere una carriera come manager o imprenditore.

Nonostante la crisi si faccia sentire in modo sempre più pesante nel commercio e in molti settori dell’economia, il franchising registra infatti una crescita continua e con ottime previsioni anche per i prossimi anni, grazie all’attenzione che viene posta nei confronti dei vari ambiti dell’attività, dal supporto marketing all’utilizzo di un sistema commerciale collaudato e di un’insegna già diffusa e riconoscibile.

Le potenzialità di questo settore sono notevoli, in controtendenza con l’andamento dell’economia che segna in modo negativo tante attività imprenditoriali indipendenti; il successo in questo campo dipende non solo dalle capacità e dall’intraprendenza del ristoratore, ma anche dalla formazione e dagli aggiornamenti promossi dal franchisor, che offrono un insieme di competenze che il franchisee avrà modo di far fruttare al meglio sul campo.

Nell’ambito della ristorazione l’investimento iniziale per un franchising varia in base al settore e al tipo di attività, ma per alcune categorie, tra le più economiche e veloci da avviare, è sufficiente una base a partire da 20-25000 euro circa, ad esempio per alcuni marchi di yogurterie e gelaterie. In questo settore non sono in genere necessarie esperienze pregresse e un’ottima formazione viene garantita dal franchisor, inoltre non sono richieste particolari autorizzazioni o licenze.

Anche nell’ambito delle paninerie o pizzerie da asporto, piadinerie, fast food e ristorazione tematica, come mexican food o franchising kebab, è possibile trovare marchi che richiedono un investimento iniziale, comprensivo di attrezzatura e arredamento tecnico, a partire da 25000 euro circa e fino ad un massimo di 50000.

Per valorizzare al meglio il nostro patrimonio più importante, il made in Italy dell’enogastronomia, è possibile puntare anche su un’enoteca o una vineria; questo campo d’investimento permette di partire con un capitale iniziale veramente ridotto ma allo stesso tempo di puntare su un’eccellenza italiana come il vino, da poter vendere a prezzi concorrenziali.
Alcune catene uniscono l’abbinamento del vino alla degustazione di prodotti tipici delle nostre terre come salumi e formaggi di elevata qualità da gustare in locali molto simili alle tradizionali osterie; questa formula consente di seguire i cambiamenti nelle richieste dei clienti, che sempre più oggi vogliono spendere il giusto senza rinunciare al gusto e soprattutto alla qualità.

Giovanni Zappalà  –  CRM Service

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