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Il mercato della ristorazione in franchising

Negli ultimi 18 – 24 mesi si è assistito in Italia, in altri Paesi dell’Europa ed in particolar modo in quelli che fanno parte della cosiddetta zona Euro come Spagna, Irlanda, Grecia e Portogallo, ad una evidente e marcata contrazione dell’economia sia di quella finanziaria che di quella reale.

Le cause di tutto ciò sono imputabili alla crisi del debito pubblico che di riflesso ha messo in difficoltà tutti i vari settori come ad esempio il comparto automobilistico, il mercato immobiliare e così via dicendo.

A subire le maggiori conseguenze sono state senza dubbio le piccole e medie imprese che nella stragrande maggioranza sono andate in difficoltà per via dei mancati pagamenti per commissioni consegnate o quanto meno per ritardi davvero esagerati che hanno finito per metterle in ginocchio. Infatti, secondo i dati Istat dall’inizio della crisi sono state migliaia le imprese che hanno dovuto chiudere i battenti per via della mancanza di liquidità necessaria per poter far fronte alle varie impellenze anche e soprattutto fiscale che si facevano innanzi.

A questo poi si è andata a sommare la scarsa propensione da parte delle banche nel concedere il credito necessario alle aziende per poter sopravvivere e quindi per poter continuare a sperare in una ripresa magari quando tutte le difficoltà fossero state superate. In un panorama nazionale decisamente depresso e in alcuni momenti vicini al collasso, ci sono tuttavia delle realtà che la crisi l’hanno sentita per così dire di striscio o quanto meno in maniera molto meno marcata.

Una delle eccellenze del Made in Italy è certamente il cibo. I prodotti agroalimentari italiani sono sinonimo di altissima qualità e per questo vengono invidiati e consumati in ogni parte del Mondo. L’Italia presenta diversi prodotti che hanno una centralità ed una qualità che nemmeno la crisi sembra possa riuscire a scalfire. Pensiamo ad esempio al Parmigiano Reggiano, al Grana Padana, ai tantissimi vini, alla mozzarella, ai salumi, al gelato artigianale e tantissimi altri prodotti. Una lista lunghissima che rende l’Italia fiera di quanto siano immense le potenzialità di questo settore nel riuscire ad offrire opportunità di business, guadagno e occupazione.

Altro punto di forza dell’Italia è la cucina.Anche la cucina italiana come i prodotti agroalimentari, è riconosciuta universalmente, aldilà dei gusti personali, come il top e come fonte di ispirazione per le altre culture culinarie. Dunque, è facile intuire come unendo la genuinità, la bontà e la qualità dei cibi con le abilità della cucina italiana si dia vita ad un settore di ristorazione che offre margini di successo e quindi di guadagno davvero ampi.

Quella che vi abbiamo raccontata è una po’ come la scoperta dell’acqua calda anche perché ci sono specifici studi che hanno evidenziato come il comparto della ristorazione non solo sia riuscito a “tenere botta” alla crisi, ma addirittura ha fatto registrare un ottimo aumento degli introiti e delle nuove realtà che si sono affacciate in questo specifico settore.

A tal proposito è interessante come sia piuttosto vantaggioso aprire una attività di ristorazione in franchising. Tale tipo di pratica negli ultimi anni sta diventando sempre più comune ed utilizzata come del resto sottolinea un rapporto molto interessante redatto dall’associazione Assofranchising.

Ebbene nell’anno solare 2011, le attività aperte tramite franchising nel campo della ristorazione sono aumentate di oltre il 6% ed è atteso per il 2012 un ulteriore incremento nonostante la crisi stia mettendo in ginocchio quasi tutti i settori.

Per Ristorazione in franchising è bene sottolineare che viene intesa una gran varietà di esercizi commerciali che offrono la possibilità di degustare prodotti alimentari come ristoranti, fast-food, pub, bar, caffetterie, pizzerie, yogurterie, pasticcerie e chi più ne ha più ne metta.

Al 31 dicembre 2011 gli esercizi commerciali che operano in franchising in Italia nel settore della ristorazione sono quasi tre mila e per la precisione 2 mila e 708 unità. La cosa più importante che questa pratica sta offrendo la possibilità a tantissime persone di poter trovare nuovi posti di lavoro. Al momento i dipendenti, quindi senza considerare i titolari, delle 2 mila e 700 ristorazioni in franchising sono quasi 23 mila e 700 con un netto aumento rispetto al 2010 di circa il 5,6%, rappresentando oltre il 12% dei dipendenti che lavorano in qualsiasi azienda in franchising.

Il dato riguardante l’incremento dell’occupazione, soprattutto se rapportato a quello degli altri settori che sono decisamente in negativo, fa riflettere sulle grandi potenzialità di cui gode e, torniamo a ripetere, come le previsioni per i prossimi anni siano ancora migliori visto che è destinato ad aumentare considerevolmente il proprio giro di affari.

Andando ad analizzare concretamente i fatturati che la ristorazione in franchising ha presentato nel 2011, ci si accorge quanto sia conveniente per l’imprenditore visto che nel complesso ha fruttato la bellezza di 1 miliardo e 670 milioni di euro con un aumento su base annua addirittura del 12%. Un qualcosa davvero di straordinario anche se il trend mostra che i maggiori vantaggi e riscontri sono stati raggiunti soprattutto per affiliati delle catene più grandi e conosciute proprio per il fatto di offrire al possibile cliente la garanzia del proprio marchio per un servizio ed un prodotto di primissima qualità.

Tuttavia vi sono delle questioni che almeno per il momento frenano la definitiva consacrazione del mondo del franchising. Non a caso è stata eseguita una sorta di ricerca – sondaggio tra i tanti franchisor presenti in Italia per capire quali siano gli aspetti su cui occorre lavorare ovviamente con il supporto del Governo chiamato a rendere più competitivo l’indotto, in maniera tale da creare nuove opportunità di lavoro per i cittadini italiani. Dalla ricerca sono emersi tre aspetti fondamentali sui quali lavorare ed in particolare: l’accesso al credito bancario, la consulenza e lo snellimento della burocrazia.

Il relatore della ricerca ha sottolineato come nonostante il franchising in Italia nell’ultimo anno complessivamente abbia fatto segnare un aumento del volume di affari dello 0,6%, un fatturato complessivo di oltre 22 miliardi di euro e dia lavoro a circa 185 mila lavoratori, sia ancora troppo poco sviluppato. Il relatore, inoltre, ha rimarcato come occorra fare il necessario per poter dare man forte ad un settore che in un momento nel quale sono tantissimi gli esercizi commerciali e le aziende che sono costrette alla chiusura della propria attività, possa essere utilizzato come un potente strumento con cui combattere la crisi del debito pubblico.

Per dare un’idea di quanto si possa ancora sviluppare questo settore, negli Stati Uniti c’è un negozio o una qualsiasi attività produttiva ogni 390 abitante, mentre in Italia soltanto ogni mille e 125. Alcuni esponenti politici, come il senatore Tiziano Treu, hanno voluto rimarcare come sia assolutamente necessario che il governo offri un supporto al settore ed in particolar modo interceda con gli istituti bancari affinché siano incentivati a concedere un prestito o qualsiasi altro prodotto finanziario necessario, finalizzato all’apertura di un punto vendita in franchising.

Ovviamente vale anche e soprattutto per la ristorazione che secondo i dati che abbiamo presentato sopra è senza dubbio il comparto che gode del maggior stato di salute e soprattutto presenta le migliori previsioni di crescita.

Tra l’altro sta emergendo sempre di più il maggior interesse delle donne verso questa tipologia di attività, il che, se incentivato in maniera opportuna, aiuterebbe e non poco a ridurre il gap che ha l’Italia rispetto agli altri Paesi europei in termini di occupazione femminile.

Giovanni Zappalà  –  CRM Service

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